L’accettazione reciproca: un fattore chiave per il successo organizzativo
Nelle imprese si parla molto di rispetto reciproco, motivazione, sicurezza psicologica e di tanti altri elementi che contribuiscono a creare un clima positivo.
Poche volte viene evidenziato, invece, un fattore di base che racchiude tutti questi e altri aspetti, andando anche oltre: l’accettazione reciproca.
Pur non esistendo una definizione condivisa nella letteratura organizzativa, possiamo considerare l’accettazione reciproca come un atteggiamento di apertura e comprensione verso gli altri, che si traduce in comportamenti collaborativi, di ascolto, di sviluppo e aiuto reciproco. Alcuni indicatori della presenza in azienda di accettazione reciproca sono, ad esempio:
-sentirsi liberi di esprimere le proprie opinioni senza timore di essere giudicati o attaccati
-chiedere aiuto in caso di necessità senza esitazioni
-ragionare per cause e non per colpe
-annullamento di barriere comunicative tra livelli e ruoli diversi
-stile di comunicazione gentile, aperta e non competitiva
-gestione efficace dei feedback
-scambi di idee, proposte e soluzioni
L’accettazione reciproca è un fattore organizzativo e relazionale importante, che ha effetti positivi su più ambiti aziendali.
-Sulle persone prima di tutto
Questo fattore rappresenta una potente leva motivazionale e di coinvolgimento ed è il presupposto per la sicurezza psicologica in azienda. Quando questa manca, le persone si rifugiano in comportamenti basici e non sviluppano senso di appartenenza. Tutte le ricerche su questo tema mettono in risalto quanto sia importante creare un clima di fiducia, di crescita e di riconoscimento per sviluppare motivazione intrinseca, quella di lungo periodo. La cultura dell’accettazione significa riconoscere il valore e la dignità delle persone, indipendentemente dal ruolo, esperienza, opinioni o caratteristiche personali. Significa dare voce alle persone e comunicare loro: “Tu sei importante”.
-Miglioramento continuo
Un’interessante ricerca apparsa recentemente sull’Harvard Business Review evidenzia il ruolo centrale di questo fattore nei processi di miglioramento continuo dei team.
Sappiamo che lo sviluppo professionale e la crescita passano attraverso esperimenti, errori, uscita dalla zona di comfort. Creare un clima positivo permette alle persone di prendere decisioni che non prenderebbero mai in un contesto rigido, in cui le persone se sbagliano vengono accusate o addirittura derise. L’accettazione reciproca favorisce la cultura dell’errore.
In questo blog puoi leggere: Migliorare la professionalità: la fase della Sperimentazione e Viva gli errori
-Spirito di squadra
Un famoso allenatore di NBA ripeteva spesso ai giocatori “…ciò che è fondamentale per le squadre, composte da esseri umani inevitabilmente imperfetti che si ritrovano insieme in un ambiente altamente emotivo, è creare un clima di accettazione reciproca”.
Questo atteggiamento mentale di base alimenta la fiducia, che è il collante per unire persone che interagiscono e sono interdipendenti, condividendo ruoli, norme e obiettivi. Aiuta a creare un’identità precisa e quel senso di responsabilità comune, tipiche delle squadre di successo.
Difficilmente si creano spaccature, fazioni o “tribù”.
-Gestione dei conflitti
La gestione dei conflitti è un tema particolarmente delicato e presente in molte aziende. Il conflitto tra persone può riguardare il compito o la relazione. Spesso queste due dimensioni si intrecciano, facendo diventare il conflitto ancora più complicato da gestire. Anzi, a volte il compito è il pretesto, ma la ragione vera è nei rapporti negativi tra le persone.
Un conflitto distruttivo è deleterio per l’azienda, per il clima, per il valore che si trasferisce al cliente, ma anche per le persone stesse che sono coinvolte, per il loro benessere.
La cultura dell’accettazione facilita il livello relazionale, favorendo un approccio focalizzato sul merito e quindi una gestione costruttiva delle divergenze.
Puoi leggere Gestione o prevenzione dei conflitti?
-Cambiamenti organizzativi
Cambiamenti di struttura, di ruoli, di procedure sono oggi molto frequenti nelle aziende e necessari per adeguarsi alle condizioni interne ed esterne che si evolvono costantemente. Basti pensare all’impatto della tecnologia, ai mutamenti repentini dei mercati e all’instabilità dei fattori sociali, politici ed economici.
Quando una persona viene assegnata a un nuovo ruolo, potrebbe vivere il cambiamento come una minaccia. In un contesto caratterizzato da accettazione reciproca trova invece supporto e disponibilità da parte dei colleghi.
Pertanto, le persone sono disposte a modificare abitudini e prassi consolidate e i cambiamenti organizzativi sono accettati più facilmente.
-Cultura del feedback
Il feedback è un’importante leva di gestione nelle imprese e rappresenta un potente strumento per sviluppare la professionalità, motivare le persone e migliorare le prestazioni.
Ma che succede se le relazioni sono improntate sulla difensiva o sul contrattacco? Se esiste la cultura della competizione ai massimi livelli? Se si ragiona per colpe e non per cause? In un ambiente del genere, è impossibile raccogliere e condividere informazioni finalizzate a migliorare le prestazioni.
L’accettazione reciproca, al contrario, garantisce una comunicazione aperta, chiara e trasparente, senza fraintendimenti, sia per chi restituisce il feedback, sia per chi lo riceve.
Al di là dell’aspetto tecnico (cioè quali elementi deve contenere il feedback) occorre infatti ricordare che, in sostanza, si tratta di un processo di comunicazione tra Persone. Reso efficace dalla relazione sottostante.
Puoi leggere Il feedback: importante leva gestionale per il miglioramento
-Costi aziendali
L’accettazione reciproca ha un impatto concreto anche sui costi organizzativi, riducendoli.
Quando manca:
- aumentano i controlli, le incomprensioni, la conflittualità
- si disperdono energie
- si rallentano le decisioni
Sono costi che non hanno una voce specifica nel conto economico, ma hanno un peso sul risultato finale.
Quando è presente, invece, l’organizzazione è più efficace e “scorre” meglio.
-Maggiore valore per il cliente
Come ultima considerazione, ma non per importanza, l’accettazione reciproca garantisce più valore al cliente, grazie a una maggiore efficacia ed efficienza dei processi aziendali, a tutti i livelli, migliore comunicazione interna, più creatività e innovazione.
L’azienda ne guadagna in competitività.
Accettazione non significa essere sempre d’accordo
Questo atteggiamento non vuol dire “approviamo tutto, vogliamoci bene”, a discapito dei risultati. Non significa tollerare la mediocrità.
Rimangono sempre gli obiettivi sfidanti da raggiungere e l’asticella da alzare costantemente.
Questo è un aspetto fondamentale. Si possono avere punti di vista diversi su strategie, procedure, soluzioni. Anzi, molte ricerche evidenziano quanto sia centrale per lo sviluppo dell’impresa confrontarsi e discutere partendo da opinioni differenti.
Un’interessante ricerca di alcuni anni fa di SDA Bocconi evidenziava l’importanza di avere nei gruppi persone unite da un forte orientamento al compito, oltre che da relazioni personali, per raggiungere traguardi ambiziosi.
Conclusioni
Per concludere, l’accettazione reciproca è un pezzo importantissimo della cultura organizzativa. Un valore che orienta il modo di pensare e di agire delle persone, facilitando la gestione della complessità che le imprese devono affrontare oggi.
In un mondo caratterizzato da velocità e incertezza, infatti, le aziende non hanno bisogno soltanto di processi migliori o tecnologie più avanzate. Hanno bisogno di persone che riescano a lavorare bene insieme. E l’accettazione reciproca rappresenta uno dei presupposti più importanti per riuscirci.
Un valore che deve essere diffuso, condiviso e alimentato costantemente in azienda, che richiede un salto culturale per molti e una leadership forte e chiara.