La Consapevolezza in azienda: tra requisiti di qualità e formazione del personale

Tra i diversi requisiti della norma UNI EN ISO 9001:2015 ce n’è uno che rischia di essere soffocato da altri più tecnici e facili da misurare, ma che rappresenta oggi un elemento tra i più importanti e delicati della gestione aziendale: la consapevolezza del personale.

La norma chiede all’impresa di assicurare che le persone siano consapevoli dei principi della politica aziendale, degli obiettivi, di quanto contribuiscono al successo dell’azienda e al miglioramento dei processi e delle implicazioni derivanti dall’agire in maniera non conforme.

La stessa norma, storicamente centrata sull’assicurazione della qualità, è poi evoluta in un sistema per la gestione aziendale, con un approccio più aperto al mercato, alle parti interessate, alla gestione dei rischi, e direi anche alla strategia nell’ultima edizione. In questo percorso ha potenziato nel tempo i requisiti relativi al personale, arrivando a dedicare addirittura un punto specifico alla “Consapevolezza”.

Chi vive il mondo dell’impresa e le trasformazioni in corso sa quanto sia delicato oggi questo fattore, soprattutto per certi aspetti.

Nella fase in cui ci troviamo, infatti, interiorizzare il contesto in cui si opera, i forti cambiamenti di ruolo che vengono richiesti, le nuove competenze da acquisire è determinante per la crescita sia personale che dell’organizzazione a cui si appartiene.

Essere consapevoli è diverso dal semplice sapere, è un livello più profondo, significa far propri certi concetti e agire di conseguenza in modo naturale.

Ad esempio non si può chiedere al proprio collaboratore di avere un certo atteggiamento nei confronti della clientela se non lo si aiuta a sviluppare e rinforzare la cultura della centralità del cliente.

Solo così ci può essere una solida coerenza di approccio nel tempo.
Dare semplici regole è inutile. Sapere che il cliente è importante non è sufficiente. Se si vogliono certi comportamenti le persone devono essere aiutate a comprendere il “Perché”.

Oggi nelle imprese vengono richiesti ai collaboratori nuovi approcci, nuove capacità e di vedere le situazioni in modi diversi.
Non è semplice. Per molti ciò significa cambiare abitudini, uscire dalla zona di comfort e andare incontro a possibili disagi, affrontare resistenze più o meno forti, riconoscere meccanismi di difesa di cui spesso si è prigionieri senza rendersene conto.

In questo contesto, come si fa a sviluppare una nuova consapevolezza? Modificare convinzioni? Guidare i collaboratori a condividere e fare propri nuovi concetti?

La formazione può giocare un ruolo fondamentale e dare risposte a queste domande, ma richiede un approccio strutturato, costante e soprattutto coinvolgente, in cui devono essere protagoniste le persone stesse.

Bisogna essere coscienti che non si tratta di trasferire informazioni ma di tirare fuori percezioni, sensibilità e nuovi punti di vista.

Proprio per questo motivo si parla di acquisizione e non di trasferimento di consapevolezza.
Non è una nozione, ma un processo interno che si evolve nel tempo e va alimentato continuamente.
È un percorso di accompagnamento.

La responsabilità è del formatore, che deve progettare interventi con specifiche caratteristiche per questa finalità, sapendo che questa strada, pur essendo la meno semplice, è quella che lascia un segno più profondo.
Solo così la formazione può essere di concreta utilità.

Far crescere la consapevolezza nella persona è fonte di forte motivazione intrinseca, che è energia positiva che nasce da dentro e alimenta l’azione.

In questa maniera è possibile che la persona, coinvolta emotivamente, faccia propri i valori aziendali e del gruppo, agisca in modo proattivo per il raggiungimento degli obiettivi e porti il suo fattivo contributo allo sviluppo dell’azienda, sentendosi protagonista dei risultati.

Grazie alla Consapevolezza, la Persona è e non fa.

Roberto Malavolta
Laureato in Economia e Commercio, da sempre appassionato del mondo dell’impresa, è consulente aziendale e formatore nei processi di Marketing e Organizzazione dal 1992. Ha maturato una lunga esperienza collaborando con molte imprese di diverse dimensioni e appartenenti a vari settori di attività. Affianca gli imprenditori e i responsabili aziendali nell’affrontare i temi legati allo sviluppo sul mercato e all’orientamento al cliente, alla ottimizzazione organizzativa e al miglioramento della professionalità dei collaboratori.