Evitare la trappola della competenza

Essere competenti, avere acquisito conoscenze, capacità ed abilità specifiche che permettono di ricoprire con successo il proprio ruolo è certamente un fatto positivo.

È frutto di studi, lavoro, sacrificio, esperienze positive e negative maturate nel tempo. Ci si forma, ci si struttura e si acquisisce un livello professionale che ci fa orientare con una certa comodità nel mondo del lavoro.

Arrivati ad un certo punto, però, essere centrati esclusivamente (o quasi) sulle competenze acquisite determina un impedimento alla crescita e allo sviluppo.

Il fatto di fare affidamento solo su ciò che si possiede per affrontare nuove situazioni diventa una vera e propria trappola che limita l’efficacia della persona.

La “trappola della competenza” è la tendenza a ripetere gli stessi comportamenti passati nell’affrontare le nuove situazioni, rimanendo prigionieri delle competenze acquisite.

Questo comportamento è naturale e dipende anche dal bisogno che abbiamo di avere percezione di poter controllare le situazioni.

Agire sempre allo stesso modo ci dà sicurezza e ci fa rimanere in una zona che conosciamo.

Questo capita spesso quando ci si trova in una condizione di “abilità inconsapevole”, in cui si lavora con il pilota automatico forti della “profonda esperienza” acquisita.

Per la mia esperienza, consolidata in percorsi di formazione e apprendimento continuo con moltissimi professionisti, ci si può liberare da questa trappola attraverso due momenti.

Prima di tutto occorre considerare le competenze possedute come parte di un sistema più grande.

Bisogna avere consapevolezza che sono solo una parte delle competenze potenzialmente acquisibili. Queste ultime sono composte sia da quelle che non abbiamo, ma sappiamo che esistono, che da quelle di cui non conosciamo neanche l’esistenza.

Il primo passo quindi è fare propria una mentalità dinamica del “divenire”. Noi cioè siamo una professionalità in evoluzione che nel tempo acquisisce nuovi pezzi e ne perde altri. Questo modo di vedere le cose ha due benefici: 1. impedisce di rimanere bloccati e rigidi di fronte alle novità e 2. aiuta ad avere un approccio attivo alla ricerca delle competenze più importanti da sviluppare e su cui lavorare.

Il secondo passo, supportato dalla cultura del miglioramento continuo, è iniziare a lavorare concretamente su piani personalizzati di sviluppo della professionalità. Devono essere definiti con esattezza gli obiettivi di crescita, le tempistiche, le modalità di apprendimento ed altri aspetti che aiutino a rendere tangibile il percorso da realizzare.

In questa fase è molto importante la sperimentazione (vedi articolo https://www.malavoltaconsulting.it/articoli/cambiare-per-migliorare-la-professionalit-la-fase-della-sperimentazione/)

Liberarsi dalla “trappola delle competenze” comporta due grandi benefici.

A livello personale si ha modo di ampliare la visione e sviluppare con consapevolezza e padronanza la propria professionalità.

A livello di gruppo si migliora l’efficacia e si alimenta l’apprendimento continuo, la circolazione delle idee e l’innovazione.

Roberto Malavolta
Laureato in Economia e Commercio, da sempre appassionato del mondo dell’impresa, è consulente aziendale e formatore nei processi di Marketing e Organizzazione dal 1992. Ha maturato una lunga esperienza collaborando con molte imprese di diverse dimensioni e appartenenti a vari settori di attività. Affianca gli imprenditori e i responsabili aziendali nell’affrontare i temi legati allo sviluppo sul mercato e all’orientamento al cliente, alla ottimizzazione organizzativa e al miglioramento della professionalità dei collaboratori.