Risorse Umane e Certificazione di Parità di Genere

Nell’ambito della politica di gestione delle Risorse Umane, negli ultimi due anni si sta sviluppando la Certificazione di Parità di Genere. La prassi di riferimento è la UNI/PdR 125:2022.

Le organizzazioni certificate in Italia al 31/12/2023 sono 5.466 (per i dati aggiornati visita la banca dati di Accredia qui). Considerando che in diversi casi si tratta di più sedi riferite alla stessa azienda, di fatto il numero è minore. Il trend è in crescita, considerando che è un movimento appena iniziato.

Ma c’è necessità di introdurre nelle aziende un’ulteriore certificazione con aggiunta di nuove formalità e costi? Perché la Parità di Genere deve essere certificata? Stiamo andando verso una sempre maggiore burocratizzazione? Quali sono effettivamente i vantaggi?

Ecco alcune riflessioni per rispondere a queste domande che più frequentemente vengono poste.

È indubbio che il sistema richieda l’utilizzo di risorse, sia in termini di persone che economiche. Soprattutto nella parte iniziale di progettazione e implementazione c’è un momento di lavoro importante, poi si tratta di gestire le fasi di analisi e miglioramento.

Se l’azienda è però già certificata UNI EN ISO 9001:2015 alcuni requisiti richiesti sono già strutturati e diversi strumenti già predisposti. In questo caso la parte di sistema della Prassi può essere aggiunta e inglobata.

Per quanto riguarda la formalizzazione, alcune registrazioni devono essere conservate. Infatti, anche questa certificazione, come altre, richiede che le evidenze vengano raccolte.

Ma a fronte di questi costi di gestione, quali vantaggi ci sono?

I benefici sono a due livelli.

1. Il primo riguarda il rapporto con il Pubblico e attualmente sono di 3 tipi:

a) punteggio premiale sui bandi per la valutazione di proposte progettuali ai fini della concessione di aiuti di Stato a cofinanziamento degli investimenti sostenuti

b) punteggi nei bandi di gara, avvisi, inviti

c) sgravio dei contributi dell’1%, fino ad un massimo di € 50.000. Quest’ultima misura non è definitiva e viene rifinanziata ogni anno. Al momento è stata confermata per le organizzazioni certificate entro il 31/12/ 2023. (scarica la Circolare INPS 21.12.2023_Parità di Genere)

Questi sono vantaggi automatici e stanno costituendo una forte motivazione per le aziende.

È sufficiente avere la certificazione. Gli enti pubblici hanno iniziato ad inserirla tra i requisiti richiesti per finanziamenti, bandi, avvisi.

2. Il secondo è relativo all’organizzazione aziendale, alla sua efficacia ed efficienza interna, e al rapporto con il mercato.

La Prassi, infatti, non prevede solo freddi requisiti da rispettare, ma incorpora una filosofia di gestione del Personale che pone la centralità sulla Parità di Genere e lo sviluppo di un ambiente di lavoro inclusivo delle diversità.

I benefici possono essere tanti, nelle diverse aree tematiche previste. Ecco solo alcuni:

-Attraverso l’ascolto strutturato del personale possono emergere criticità di vario tipo che altrimenti rimarrebbero nascoste, a discapito delle relazioni interpersonali e dell’efficacia delle attività.

-Elaborare un Piano Strategico con obiettivi chiari, basati sul rafforzamento dei punti forza o sulle aree da migliorare consente una maggiore consapevolezza delle azioni da intraprendere.

-Realizzare una comunicazione trasparente all’interno della organizzazione, sia in senso verticale che orizzontale, fa crescere il coinvolgimento e lo spirito di appartenenza.

-Rispettare politiche di assunzione e inserimento inclusive amplia i punti di vista e favorisce la crescita di ciascuna persona e può facilitare la stabilità.

-La Certificazione porta un miglioramento dell’immagine aziendale verso il mercato e tutti gli stakeholder.

Anche questi e altri benefici costituiscono una forte motivazione per le imprese. Occorre comunque dire che non sempre sono automatici. Infatti, molto dipende dal grado di applicazione del Sistema e da quanto la Direzione crede in questo percorso.

Molte aziende non avrebbero difficoltà ad ottenere la certificazione in quanto parecchi indicatori richiesti sono effettivamente rispettati. L’introduzione della Prassi in questi casi rappresenterebbe uno stimolo importante per un percorso verso l’eccellenza nella gestione del personale.

Per altre, invece, il rispetto della Prassi può migliorare la sensibilità a tutti i livelli organizzativi. Ciò porterebbe ad agire comportamenti più inclusivi e privi di pregiudizi e ad utilizzare un linguaggio più rispettoso della Persona in quanto tale.

La diversità è indubbiamente una ricchezza per tutti. Creare un ambiente stimolante che la favorisca, permette alle persone di sentirsi coinvolte, di esprimersi al meglio delle loro potenzialità e di migliorare continuamente. Questo, in definitiva, è il vero vantaggio.

Il risultato finale è un’impresa che risponde in modo efficace all’evoluzione della società in cui è inserita e di cui è parte attiva, giocando un ruolo positivo.

Maria Concetta Moretti
Laureata in Economia e Commercio e Imprenditrice da sempre nel settore della distribuzione, all’interno del quale ha vissuto e vive da protagonista tutte le trasformazioni. È stata componente del CDA e poi Presidente della Cooperativa Conad Adriatico e consigliere del CDA di Conad Consorzio Nazionale. Partecipa a progetti di consulenza nell’ambito delle Risorse Umane in Malavolta Consulting.