“Nuova sfida per l’edilizia: dalla sostenibilità alla rigenerazione della persona e dell’ambiente”

Marco Tinti è Ingegnere civile specializzato nella bioedilizia profonda e rigenerativa.

In questo colloquio ci parla di un diverso modo di costruire e di ristrutturare che ha radici antiche: una nuova edilizia, fatta di elementi del territorio che permette il contatto diretto con la natura a beneficio della persona e del pianeta.

1. Grazie innanzitutto Marco per aver accettato questo invito. Mi fa molto piacere avere questa conversazione con te. Ci conosciamo da oltre 20 anni e ho sempre apprezzato la tua professionalità. Prima di scoprire il mondo della Edilizia Rigenerativa ci racconti un po’ di te e del tuo percorso professionale?

Grazie a te Roberto. Ho studiato Ingegneria Civile all’università di Ancona e ho subito iniziato a lavorare in Sicap, un’azienda tra le più importanti nel settore dei prefabbricati industriali. Il primo incarico è stato all’interno dell’ufficio tecnico poi sono passato a ricoprire il ruolo di Tecnico—Commerciale per lo sviluppo e fidelizzazione della clientela. Già all’epoca parlando con mio papà, che era uno dei soci, mi domandavo quanto sarebbe durata ancora la forte crescita del settore dei capannoni industriali e commerciali, che era sostenuta già da anni. In particolare mi chiedevo se non fosse il caso di pensare ad edifici con funzioni diverse, ma non avevo ancora piena consapevolezza della direzione da prendere.

Poi con il ridimensionamento aziendale del 2015, dovuto alla crisi del settore, ho iniziato il percorso da libero professionista e nel 2016 ho iniziato a collaborare con Ton Gruppe che offre soluzioni per costruire e ristrutturare case in Bioedilizia.

Ora sono concentrato sugli aspetti della bioedilizia rigenerativa e promuovo soluzioni in questo ambito.

In questo modo ho legato l’aspetto professionale al mio forte interesse personale per l’ambiente e la natura.

2. Quindi soluzioni innovative verso una sempre maggiore sostenibilità ambientale. Come sta cambiando ed evolvendo la tecnica costruttiva e di ristrutturazione degli edifici in questa direzione?

La tecnica costruttiva sta evolvendo in funzione di quelle che sono le nuove esigenze delle persone. Oggi si parla molto di sostenibilità delle abitazioni, anche a causa della pandemia. Nell’ultimo anno siamo stati chiusi in casa per molto tempo e abbiamo acquisito maggiore consapevolezza della necessità di vivere in un ambiente sano.

Riguardo all’evoluzione, tanti anni fa si costruivano gli edifici con un sistema tanto energivoro. Si consumava molto dell’ambiente circostante.

Poi sono emerse le costruzioni “green”, che cominciavano a consumare meno energia rispetto agli anni ‘60-‘70.

In seguito è diventato prioritario il concetto di sostenibilità, che significa lasciare alle generazioni future lo stesso livello di risorse che possiamo utilizzare noi oggi.

Potremmo rendere un edificio sostenibile consumando delle risorse ma compensando questo utilizzo con soluzioni specifiche, come ad esempio l’installazione di impianti di energia rinnovabile o anche  piantando nuovi alberi per bilanciare la CO2 emessa. Se domani tutti gli edifici fossero sostenibili l’edilizia avrebbe un impatto zero e non ci sarebbe nel complesso nessun peggioramento o miglioramento dell’ambiente.

Purtroppo però l’ambiente in cui viviamo è già molto degradato e quindi bisogna pensare a ripararlo, a rigenerarlo.

3. È un concetto che vale anche per le persone.

Sì. Quante volte sentiamo dire, dopo un anno di pandemia, “mi sono rigenerato?” E cosa fanno le persone per rigenerarsi? Cercano il contatto con l’aria aperta, con la natura, non stanno in casa. Vanno al mare, fanno una passeggiata in montagna e altro ancora.

Continuando il percorso, la sostenibilità di un edificio si misura con i consumi energetici. Ma la domanda è: stare dentro ad un edificio è sempre sano? L’edificio può essere sostenibile per l’ambiente, ma per la persona? Se l’edificio è fatto con tecniche per cui il ricambio dell’aria non è adeguato o con materiali che rilasciano composti organici volatili che impattano sulla salute? Ho una costruzione che ha impatto energetico zero ma che fa male alla persona.

Si passa quindi ad un nuovo livello che è appunto quello della Rigenerazione. La costruzione deve pensare al benessere delle persone e deve migliorare anche la qualità dell’ambiente esterno.

Rigenerare perché se, per ipotesi, fermassimo le emissioni di CO2 i cambiamenti climatici continuerebbero per altri 40-50 anni come una macchina spenta che per inerzia cammina in folle. Dobbiamo invece iniziare a fare retromarcia e l’edilizia può contribuire:

  • aumentando l’efficienza energetica degli edifici
  • prendendo cura delle persone che vivono al loro interno, perché i materiali utilizzati hanno proprietà benefiche per l’organismo umano
  • togliendo la CO2 dall’atmosfera, perché si utilizzano materiali che per formarsi la catturano e quindi la riducono.

4. Puoi dirci quali sono i metodi più utilizzati, quali benefici comportano e farci qualche esempio?

Un esempio molto importante che mi piace citare riguarda il progetto realizzato da altri professionisti in una scuola primaria a Gressoney La Trinité, in Valle d’Aosta (https://www.ilsole24ore.com/art/se-scuola-e-armonia-la-natura-bambini-stanno-piu-attenti-ACyKxKp?refresh_ce=1)

La struttura è stata riqualificata tra il 2016 e 2017 con materiali naturali, è stata coibentata con pannelli in canapa e argilla ed è stata rivestita in calce, sughero e licheni stabilizzati. Sono stati monitorati i risultati ottenuti dagli studenti ed è emerso che i bambini, in media, hanno migliorato del 30% la propria performance, misurata in termini di mantenimento della soglia di attenzione, quindi è come se fossero andati a scuola il 30% di tempo in più.

Questo vuol dire maggiore apprendimento, maggiori conoscenze e maggiore consapevolezza.

Altri esempi possono essere presi dal mondo aziendale, con una migliore produttività, negli ospedali, con migliori risposte alle cure e, ovviamente, nelle abitazioni familiari.

Come detto, poi ci sono vantaggi derivanti dal fatto che i materiali naturali usati non rilasciano sostanze volatili all’interno degli edifici e catturano l’anidride carbonica.

Inoltre, non danneggiano le persone che devono lavorarci. Ad esempio, il posatore non subisce irritazioni, come a volte capita, o addirittura non deve usare delle maschere per evitare di respirare sostanze pericolose. Non esistono allergie.

Ricordo che nella casa le persone ci devono vivere e i bambini crescere. Soprattutto oggi che siamo la “generazione indoor” come qualcuno ci definisce. Possiamo e dobbiamo fare case con materiali compatibili con il corpo umano e che fanno bene alla qualità della vita.

Per esempio, dalla pianta di canapa si ottengono oli ed integratori alimentari , l’argilla è un rimedio terapeutico noto per sfiammare traumi articolari ed infiammazioni in genere.

L’università di Ancona è all’avanguardia su questi argomenti e da tempo studia l’impatto delle costruzioni sulle persone. Ad esempio, sono state eseguite ricerche e analisi sui mattoni di terra cruda, che utilizzo molto, e i ricercatori hanno visto che si possono fare costruzioni ancora più performanti rispetto ai materiali tradizionali.

Va detto che i risultati migliori si ottengono quando all’utilizzo di materiali sani si accompagna una progettazione architettonica che simula ambienti simili a contesti naturali.

cantiere biodeilizia
Cantiere di un edificio in provincia di Macerata con pareti di Canapa e blocchi di Argilla cruda e fibre vegetali

5. Quindi bisogna fare un’importante distinzione tra edilizia rigenerativa e sostenibile.

Certamente. Quando si dice edificio ad alte prestazioni energetiche bisogna stare attenti perché possono anche essere usati materiali che non fanno bene alla salute delle persone.

C’è una grande differenza tra edificio sostenibile e rigenerativo. Se è sostenibile non è detto che sia automaticamente rigenerativo, mentre se è rigenerativo è sicuramente sostenibile.

Rigenerativo vuol dire in sostanza:

1. migliorare l’ambiente sia della casa che della natura circostante

2. migliorare la salute e il benessere, il rendimento e la qualità di vita delle persone.

Per questo motivo rigenera.

6. Come viene vissuto nel settore questo approccio? Ci sono resistenze da parte dei diversi interlocutori con cui ti confronti? Penso ai privati, ai progettisti, alle imprese e ai rivenditori che trattano materiale per l’edilizia.

Viene accolto molto bene perché sta aumentando la consapevolezza dell’impatto dell’uomo sull’ambiente. Ad ogni modo, ci sono ancora delle resistenze e credo sia anche normale essendo per moltissimi una novità nonostante le numerose applicazioni esistenti.

Gli ostacoli dipendono da diversi motivi.

Il primo è che molti attori del settore sono formati oramai con una certa impostazione tecnica ed hanno un insieme di conoscenze che fanno ancora preferire i materiali di sempre. Anche per una questione di abitudine. Non si sentono di mettere in crisi percorsi che già conoscono e che in un certo senso facilitano il loro lavoro.

Ciò dipende anche dal tempo a disposizione per informarsi e approfondire. I professionisti sono già molto occupati a stare dietro a normative che cambiano spesso e a una burocrazia pesante che non lasciano tanto spazio. Ci vuole parecchia energia.

Certo è anche un fatto di cultura. Io stesso sono stato in alcune scuole edili a presentare queste nuove tecniche di costruzione.

La stessa pubblica amministrazione potrebbe veicolare questi concetti. Alcuni esempi ci sono, come alcune scuole costruite in Emilia, in Toscana o in Valle d’Aosta come detto. Ma non c’è ancora una massa critica. Si fa ancora fatica a proporre questi modelli innovativi (che in fondo innovatiti non sono perché è tutto materiale naturale e ci sono già molte esperienze realizzate).

7. Prima di concludere vorrei farti una domanda sui costi. Credo che anche questo interessi chi ci legge. Costruire o ristrutturare con l’edilizia rigenerativa costa di più?

Un edificio sano non si fa per risparmiare sui costi di costruzione ma per vivere bene, per un fatto di salute per sé e per chi lo vive.

Detto questo, il singolo materiale potrebbe in alcuni casi avere un prezzo più alto ma i maggiori benefici che comporta recuperano ampiamente l’investimento iniziale.

Primo, perché bisogna valutare il costo della salute. Quanto vale vivere in un ambiente naturale e sano rispetto ad un ambiente inquinato?

Ricordo che molti studi confermano che l’inquinamento all’interno delle case è mediamente cinque volte maggiore di quello esterno di una grande città. Le concentrazioni di inquinanti dentro le abitazioni o uffici sono molto alte.

In un’intervista l’oncologo Maurizio Grandi dell’università di Strasburgo, in un convegno sui prodotti edili, ha ricordato che sono 400.000 le diverse sostanze chimiche utilizzate nell’edilizia e questo impatta pesantemente sulla salute. (https://www.impresedilinews.it/costruire-e-ristrutturare-salubre-usufruendo-degli-incentivi-fiscali-per-i-geometri-e-un-obbligo-e-una-responsabilita/)

Secondo, ci sono da evidenziare minori costi di altri aspetti della casa, come i risparmi che si possono ottenere sugli impianti. Ha senso guardare il costo della costruzione, se poi consumo più energia o pago di più per la gestione degli scarti da cantiere?

Ora faccio io a te una domanda Roberto: quanto vale quel 30% in più di attenzione dei bambini della scuola di Gressoney La Trinité, in Valle d’Aosta di cui abbiamo parlato prima?

Bella domanda Marco. Forse non ha un prezzo.

Marco, ti ringrazio molto per questa interessante e istruttiva chiacchierata. Ho imparato che Edilizia Sostenibile è un concetto diverso rispetto a Edilizia Rigenerativa e credo sia importante diffondere questa consapevolezza. Non tutti hanno chiara la differenza.

Per conoscerti ancora meglio ricordo a chi ci legge che è possibile vedere il tuo intervento al TED x Ascoli Piceno a questo indirizzo: https://www.youtube.com/watch?v=sDl06Y7DzmY e alcuni esempi di lavori su https://www.facebook.com/EdiliziaEnergiaAmbiente

 Grazie ancora.

Roberto Malavolta
Laureato in Economia e Commercio, da sempre appassionato del mondo dell’impresa, è consulente aziendale e formatore nei processi di Marketing e Organizzazione dal 1992. Ha maturato una lunga esperienza collaborando con molte imprese di diverse dimensioni e appartenenti a vari settori di attività. Affianca gli imprenditori e i responsabili aziendali nell’affrontare i temi legati allo sviluppo sul mercato e all’orientamento al cliente, alla ottimizzazione organizzativa e al miglioramento della professionalità dei collaboratori.