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articoli La terza competenza fondamentale del personale - 31/3/16
di Dott. Roberto Malavolta

Il cambiamento che stiamo vivendo impone un miglioramento costante delle nostre competenze in ambito lavorativo. L’asticella si alza continuamente e nuovi punti di vista devono essere fatti propri. Nuove conoscenze, nuovi approcci, nuove visioni sono determinanti per vivere con successo le trasformazioni in atto.
In questo quadro, assume sempre più importanza la capacità dei membri di un’azienda di capire il proprio ruolo, i processi e i mutamenti caratterizzanti il contesto professionale in cui operano.




Le competenze, sostanzialmente, vengono distinte di solito in tecniche (o specialistiche) e trasversali.
Le prime sono relative alle conoscenze e capacità connesse ad azioni e processi specifici e sono necessarie per affrontare l’aspetto strettamente tecnico del proprio lavoro (es. se mi occupo di progettazione devo conoscere le norme di settore, i metodi, le procedure per effettuare i calcoli, ecc.).
Le seconde sono aspecifiche, legate alle capacità relazionali, diagnostiche e di azione della persona e sono trasversali essendo spendibili in ambiti diversi (es. comunicazione, ascolto, analisi, spirito di iniziativa, ecc.).
All’interno di questa seconda categoria è presente una competenza oggi fondamentale, che consiste nel saper analizzare, comprendere ed interiorizzare il proprio ruolo, il contesto lavorativo e il rapporto tra queste due componenti, in maniera dinamica, cogliendo tutti i cambiamenti nel corso del tempo.
Questa ha un’importanza tale da poter essere considerata una terza competenza del personale, con un peso tutto suo.
Avere una visione ampia, globale, capire l’ambiente di riferimento, le interfacce organizzative, le dinamiche aziendali con i suoi meccanismi e collocare il proprio ruolo all’interno di questo contesto, con un’attenzione costante ai cambiamenti, è la competenza che dà un reale valore aggiunto ai membri di un’organizzazione.
Capire i processi e le trasformazioni, interiorizzare il tutto per poi agire di conseguenza.
La persona che acquisisce questa visione comprende il perché e le cause delle situazioni, ha la percezione di essere protagonista e responsabile del proprio ruolo, a cui dà un senso ben preciso e che quindi non vive passivamente. Ha un comportamento maggiormente proattivo in azienda e valorizza di più anche le altre competenze tecniche e trasversali che le appartengono.
Esprime al massimo la sua professionalità, ha un approccio collaborativo con i colleghi, rappresenta in modo adeguato l’azienda sul mercato, migliorandone l’immagine, condivide la sua conoscenza con gli altri.
Ricopre la sua posizione con un atteggiamento tipico della persona in fiducia, che agisce con apertura mentale, onestà, conferme, reciprocità e condivisione di conoscenze ed esperienze, mette in essere comportamenti positivi, orientati a proporre soluzioni.
Il dinamismo e la centralità con cui opera la portano ad essere un punto di riferimento nell’ambiente di lavoro.
La Fiducia in sé e negli altri è parte stessa di questa competenza ed è una ricchezza non soltanto dell’individuo ma anche dell’organizzazione, soprattutto in questa fase di cambiamenti in cui sempre di più i sistemi organizzativi stanno dando maggiore valore alla fiducia come risorsa e strumento di gestione del personale.
Una ricchezza che può crescere all’interno dell’impresa se oggetto di attenzione e di specifiche politiche di sviluppo.
Una ricchezza che si diffonde all’interno dell’azienda perché la fiducia è contagiosa, così come l’entusiasmo che genera.



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