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articoli Persona Vs Robot: le competenze relazionali per vincere la sfida - 17/6/15
di Dott.ssa Maria Concetta Moretti

Oggi parecchi lavori intellettuali e di concetto sono già sostituiti dalla tecnologia e nei prossimi anni lo saranno ancora di più. Software e Robot stanno rimpiazzando le persone nella esecuzione di molte attività lavorative e l’intelligenza artificiale sembra non conoscere limiti.
Assistiamo, così, ai robot impiegati di banca, commessi, cuochi, musicisti, soldati, autisti, ecc.
Molte attività, allo stesso modo, sono delegate a software appositamente progettati. Ad esempio, l’Associated press, agenzia di stampa Usa, elabora articoli sui bilanci delle società quotate attraverso specifici software, senza utilizzare i giornalisti che in questo modo possono dedicarsi ad analisi più complesse.

Il mondo del lavoro sta cambiando a ritmi vertiginosi e le persone all’interno delle organizzazioni spesso fanno difficoltà ad adeguare conoscenze, competenze e (soprattutto) mentalità, a discapito della produttività aziendale, con tutto ciò che ne deriva (minore efficienza, minore motivazione, basso livello di servizio al cliente, clima aziendale negativo, costi occulti, minore competitività nei prezzi e margini ridotti).

Gli algoritmi saranno sempre più sofisticati e la tecnologia porterà via molti posti di lavoro all’uomo.
Ma questa rivoluzione tecnologica ne creerà di nuovi a sufficienza?
Qui il dibattito è aperto. Secondo alcuni, più ottimisti, il cambiamento in atto determinerà nuove opportunità e nuovi lavori, per cui non dobbiamo preoccuparci. Il saldo sarà almeno nullo. Ciò che occorrerà fare è essere aperti, disposti al cambiamento e a non fossilizzarsi sul passato. Sul fatto che nascano nuovi lavori è sicuramente vero. Oggi scopriamo di avere bisogno di professionalità che 10 anni fa non esistevano affatto.

Altri, invece, sono più pessimisti e pensano che i nuovi lavori non saranno sufficienti a compensare quelli persi. In aggiunta, secondo alcuni, non solo non ci sarà una sostituzione, ma ci sarà una concentrazione di ricchezza verso coloro che detengono la tecnologia a discapito di tutti gli altri.

Non sappiamo effettivamente quale sarà il reale impatto, ma una cosa è comunque certa.
Tutte le ricerche fatte in questo campo evidenziano che i lavori che avranno ragione di esistere in futuro saranno quelli che possiederanno come elemento comune la capacità della persona di fornire valore aggiunto attraverso la relazione. L’intelligenza sociale sarà sempre più centrale e costituirà la vera differenziazione. Capacità di ascoltare, di argomentare, empatia, apertura mentale, creatività, capacità negoziali, ecc. sono pertanto le competenze da sviluppare e su cui lavorare.
In questo contesto, le aziende hanno bisogno quindi di guidare il personale verso un processo evolutivo, che può essere stimolante per alcuni, ma stressante per altri.

Le persone dovranno, nel loro lavoro, essere individui e fare leva sulle proprie caratteristiche in quanto, appunto, persona. Cioè non ci si potrà più limitare a FARE il lavoro ma occorrerà ESSERE, nel ricoprire qualsiasi ruolo, a qualsiasi livello. Non ci sarà più spazio per i puri esecutori.
Migliorare questi aspetti significa migliorare le prestazioni aziendali, la soddisfazione dei clienti, la loro fidelizzazione, la competitività dell’impresa sul mercato e il mantenimento dei posti di lavoro.



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