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articoli La disciplina: elemento comune dei veri professionisti - 2/10/13
di Dott. Roberto Malavolta

Un elemento comune che ho riscontrato in tutti i più bravi professionisti che ho incontrato in questi anni (tanti!) di attività a contatto con le aziende è la disciplina.
La disciplina è una qualità che si ritrova in maniera costante in tutte le persone che nel loro campo raggiungono traguardi ambiziosi e si distinguono nettamente dagli altri.
Nello sport, nella musica, nel lavoro, nella vita privata chi ha raggiunto un grande successo lo deve alla sua capacità di applicarsi costantemente per realizzare i propri progetti e raggiungere gli obiettivi prefissati.
Molti danno al termine disciplina un significato negativo, nel senso che lo associano ad un comportamento passivo e allineato a quanto richiesto da qualcun altro (“è disciplinato”).
Invece qui vorrei condividere cosa significa veramente avere disciplina.
Vuol dire essere focalizzati e costanti nelle attività necessarie per raggiungere gli obiettivi che sono prioritari per la persona.
La disciplina parte dal presupposto che la persona abbia a monte una visione, un progetto, che indica la direzione, la situazione futura desiderata e ciò è fondamentale, naturalmente.
Essere disciplinati vuol dire trasformare nel concreto il proprio disegno (sia esso professionale o di vita), portarlo dalla mente alla realtà delle cose, grazie all’applicazione continua ed al fatto che tutte le attività riconducibili al progetto diventano fondamentali e vengono prima rispetto alle altre.
A volte ciò può significare la rinuncia a qualcosa che procura un piacere immediato e temporaneo per godere in futuro di un piacere più grande e duraturo.
Certo, può anche comportare sacrificio in certi momenti, ma è la strada che tutti i professionisti percorrono ogni giorno per la realizzazione dei loro obiettivi.
Grazie alla disciplina, la persona acquista una professionalità che la rende riconosciuta dagli altri e tale da divenire un soggetto in grado di influenzare gli altri, un punto di riferimento per chi gli sta attorno.
Nelle aziende si dovrebbe aumentare la “cultura della disciplina”, trasferirne il vero significato e aiutare le persone a comprendere che si tratta di una caratteristica fondamentale per la propria crescita professionale, indipendentemente dal ruolo ricoperto all’interno dell’organizzazione.
Occorre anche far comprendere che la disciplina non è una caratteristica che si ha o non si ha, ma che si può allenare se alla base c’è la giusta motivazione. Gradualmente, allo stesso modo con cui si allenano i muscoli. Se si ha la capacità di staccare 10 kg, quando si va in palestra non si inizia staccandone subito 50, ma questo obiettivo viene raggiunto a poco a poco, allenando la muscolatura con costanza, chiedendo ogni giorno qualcosa in più.
L’acquisizione di questa fondamentale capacità comporta maggiori performance, migliore clima in azienda e maggiori soddisfazioni per la persona.
Chi entra in questa ottica conquista, inoltre, un atteggiamento mentale utile anche fuori dal contesto lavorativo.
Disciplina, infine, vuol dire anche libertà, perché la persona che cresce grazie a questa capacità di tradurre nel concreto il percorso disegnato è più autonoma, meno dipendente dagli altri e maggiormente protagonista del proprio destino.
Un vero professionista.



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