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articoli Basta con l'azienda etica! - 17/7/11
di Dott. Roberto Malavolta

“AIG is devoting the resources necessary to manage our risks while developing innovative solutions to help our clients better manage their own risks.”
(da pag. 6 del Corporate Responsibility Report del 2007 della AIG. Si può visionare il rapporto completo al seguente link:
http://www.socialfunds.com/shared/reports/
1213718993_AIG_2007_Corporate_Responsibility_Report.pdf).
Sappiamo tutti come è finita.
Questa azienda è una delle tante salvate nel 2008 con soldi pubblici, dopo una gestione basata sull’ “etica” da parte dei super manager. Il governo Usa dovrebbe terminare la vendita sul mercato della maggior parte delle azioni ancora in suo possesso entro il 2011.

Come questa, tantissime altre aziende nel mondo e, purtroppo, anche in Italia, fanno o hanno fatto della responsabilità sociale, dell’etica, della conduzione morale un punto di forza ed un cavallo di battaglia.

Come già indicato nel precedente articolo sulla trasparenza dei leader e delle organizzazioni, siamo in una fase in cui si organizzano quotidianamente convegni, dibattiti, tavole rotonde e, persino, incontri di formazione sull’etica.

Cioè, tanto per capire, se un’azienda opera correttamente, nel rispetto delle leggi e dei diritti di tutti gli attori che entrano a vario titolo in contatto con essa (clienti, dipendenti, fornitori, enti, ecc.) occorre enfatizzarlo? È un valore aggiuntivo? È eccezionale lavorare correttamente? O è normale?

Per questi motivi, a volte, non se ne può più di sentir parlare di azienda etica. Primo: perché molte di queste aziende “etiche” hanno rovinato migliaia e migliaia di semplici cittadini in tutto il mondo, succhiando avidamente (coscientemente?) i risparmi di una vita intera; secondo: perché essere etici dovrebbe essere la normalità e quindi non si avverte l’eccezionalità del caso.

Siamo sensibili a questi temi proprio perché collaboriamo da anni con piccole e medie imprese che lavorano duramente ogni giorno per essere competitive sul mercato, nel rispetto di tutti e delle regole, e lo fanno in ogni attività svolta.

Imprenditori che assumono comportamenti veramente sociali, orientati al territorio, alla solidarietà, al personale, che non si finanziano ritardando i pagamenti ai fornitori in maniera sistematica e strategica.

Imprenditori silenziosi che dalla mattina presto fino a notte lavorano nel silenzio, con spirito di sacrificio, senza enfatizzare la normalità.

Imprenditori che hanno un approccio temporale di lungo periodo, perché vogliono che la propria azienda prosperi nel tempo, che cresca nel territorio dove è nata, che mirano un giorno a trasferirla ai propri discendenti nel caso di aziende familiari (a proposito: grande ricchezza le aziende familiari! Grande opportunità per l’economia di un paese, se ben impostate).

Sono queste le aziende che apprezziamo: quelle che operano con grande e naturale correttezza e che, ovviamente, non sentono il bisogno di andare in piazza ad enfatizzarlo.



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