Condividere è la cosa più bella

articoli La storia della Rana Bollita - 10/6/08
di Dott. Roberto Malavolta

Sempre più spesso capita di discutere in azienda, confrontandosi con il personale, a tutti i livelli, della necessità di cambiamento all’interno delle organizzazioni per sopravvivere e svilupparsi.

Si porta come chiaro esempio come è cambiato il rapporto azienda-mercato nel corso degli anni, citando la famosa frase di Ford “ogni cliente può volere la macchina del colore che preferisce purchè sia nero”, detta agli inizi del 1900, e illustrando al contempo i dati relativi a quanti modelli sono oggi offerti sul mercato e quante combinazioni esistono. Un’offerta incredibile per la clientela.

Ma la staticità delle organizzazioni è un pericolo che è sempre dietro l’angolo.

A questo proposito, quindi è bello raccontare la storia della “rana bollita”. Essa, in sintesi dice:
Se provate a mettere una rana in una pentola di acqua che sta bollendo, la rana schizza fuori nel tentativo di scappare dal pericolo.
Ma se invece mettete una rana in una pentola di acqua a temperatura ambiente, non farà una piega.
E se quest’acqua verrà scaldata, piano piano fino all’ebollizione, la rana finirà bollita viva senza che se ne accorga o, quando se ne accorgerà, sarà troppo tardi per saltar fuori”.


Nelle aziende (ma vale anche nella vita extra professionale), sembra a volte che le cose vadano per il verso giusto perché rientrano nella normalità, perché non ci sono fatti eccezionali a cui prestare attenzione e dedicare energie.
Eppure, e qui sta il pericolo, i cambiamenti ci sono, sempre, a volte piccoli ed impercettibili (per chi ha scarsa sensibilità).
Non ce ne accorgiamo, ma quando si verificano, è come se noi li avessimo accettati ed acquisiti.
E una volta accettati, altri cambiamenti arriveranno.
Non teniamo conto che questi piccoli mutamenti, uno dopo l’altro, col passare dei giorni, dei mesi e degli anni, creano delle profonde trasformazioni.

Come fare per capire se l’acqua in cui galleggiamo sta aumentando di temperatura e per garantire all’azienda di saltar fuori al momento opportuno?

Ecco alcuni strumenti:
- Creare precisi standard prestazionali, da raggiungere ed aggiornare costantemente nel tempo. Standard che costituiscano anche il termometro che misura la temperatura dell’acqua, avvertendo quando sta salendo troppo.
- Avere una visione a cui ispirarsi, fondata su valori che aiutino a tenere la rotta nel tempo.
- Essere orientati al miglioramento continuo, sia “internamente” (controllo di gestione, efficienza, best practice, ecc.) che “esternamente” (immagine, rapporti con i clienti, prodotti, servizi, ecc.). Il concetto deve essere presente a tutti i livelli dell’organizzazione.
- Uscire dagli schemi quotidiani, saltando “fuori dall’acqua” ogni tanto, anche se è ancora tiepida. Essere orientati alla innovazione (rivoluzione?), nella consapevolezza che solo “un diamante è per sempre”, come recitava un famoso spot pubblicitario…il resto no.
- fare in modo di mantenere all’interno della organizzazione “l’entusiasmo del primo giorno”. È esperienza comune che quando si inizia un’avventura, qualsiasi essa sia, si è trascinati dall’entusiasmo, che ci dà la convinzione di farcela, ci fa essere coinvolgenti verso gli altri e ci fa “vivere”. Allo stesso modo, il passare del tempo, l’aver raggiunto alcuni risultati, la quotidianità ci fanno rilassare, riducono l’ottica temporale, spengono l’entusiasmo. È compito invece di chi guida un’organizzazione, quello di mantenere alto il coinvolgimento delle persone, di sensibilizzarle, creando il clima giusto per facilitare il cambiamento.

D’altronde, come recita una famosa massima: Non v'è chi non sia buono all'inizio; pochi riescono ad esserlo sino alla fine.



Condividi: - -

Stampa - Contattaci