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articoli IL COLLOQUIO DI SELEZIONE: QUALCOSA DI PIÙ DI UN INCONTRO CONOSCITIVO - 11/1/07
di Dott. Roberto Malavolta

Molto spesso in azienda, in particolare in quelle realtà in cui non esiste una funzione specifica nell’ambito delle risorse umane, il colloquio con il candidato è finalizzato alla conoscenza reciproca e ad una superficiale illustrazione delle esperienze passate o della formazione effettuata.

In questo caso il colloquio viene definito impropriamente “di selezione”, mentre al contrario riveste le caratteristiche di un puro incontro conoscitivo.

Il colloquio di selezione, invece, è una situazione molto articolata e rappresenta una fase essenziale del processo di selezione.

L’incontro tra azienda e candidato costituisce una comunicazione a due vie; fa nascere un momento relazionale complesso che mette in gioco processi interattivi, interpretativi, proiettivi, reattivi, di comunicazione verbale e non verbale, di confronto, di contenuto.

È uno strumento di indagine capace di far conoscere all’azienda il candidato a vari livelli, poiché permette di cogliere aspetti linguistici, culturali, emotivi, di interpretare orientamenti aspettative, motivazioni, ambizioni, ecc.

Il colloquio può essere impostato in maniera diversa. Così può essere “aperto”, non strutturato, in modo da consentire al candidato di parlare liberamente, “strutturato”, quando il selezionatore segue una traccia ben precisa di domande e situazioni da affrontare e “semistrutturato”, che rappresenta una via di mezzo dei precedenti.
Ma può anche essere condotto “sotto stress”, per valutare le capacità reattive del candidato.

Per poter limitare gli errori di valutazione a seguito del colloquio, è bene osservare alcune piccole regole.

Innanzitutto, prima di incontrare il candidato è importante documentarsi, leggere il curriculum vitae e, se possibile, acquisire informazioni, segnandosi alcuni aspetti eventualmente da approfondire o chiarire.

Ugualmente importante è garantire un ambiente tranquillo e un lasso di tempo coerente, senza far percepire al candidato che si ha fretta (magari guardando continuamente l’orologio).

Ricordarsi che il colloquio passa attraverso tre fasi: l’Apertura, in cui ci si presenta, ci si mette a proprio agio, ci si scambiano le informazioni più generali, la Parte centrale, in cui si va più in profondità sugli argomenti del colloquio, e la Chiusura, che rappresenta un momento organizzativo, in cui ci si mette d’accordo per le successive eventuali comunicazioni.

Sapere quali contenuti devono sviluppati. Per quanto riguarda questo aspetto, bisogna premettere che molto dipende da diverse variabili, come ad esempio dalle finalità del colloquio o dalla posizione da ricoprire. Ad ogni modo allo scopo di essere di utilità e dare una traccia al lettore interessato di questo articolo di seguito vengono elencati alcuni elementi di indagine:
- biografici
nome, nascita, età, sesso, titolo di studio, occupazione attuale, professione.
- iter formativo
materie preferite, eventuali difficoltà, motivazioni delle scelte scolastiche/universitarie, ulteriori corsi, master, votazioni conseguite.
- interessi, abilità particolari
- tempo libero
- esperienze lavorative e professionali
descrizione, aspetti positivi e negativi. motivo dei cambiamenti.
esperienze passate, presenti e riflessioni prospettiche nel medio e lungo periodo.
- relazioni familiari, compagni, colleghi, insegnanti
come viene vissuta la relazione con gli altri nei diversi ambiti (lavoro, sociale, famiglia). come viene gestito il disaccordo. su cosa va d’accordo e su cosa no.
- aspettative
aspettative verso il lavoro, stile di vita. progetti e ambizioni nel breve, medio e lungo periodo.
- autodescrizione
autopercezione, immagine di sé, definizione di aspetti che caratterizzano, differenziano, contraddistinguono la persona. descrizione dei punti di forza e di debolezza o aree di miglioramento.

Infine, durante il colloquio ricordiamoci di:
- lasciar parlare il candidato
- fare domande e ascoltare
- evitare discussioni
- non salire in cattedra
- evitare l’influenza simpatia/antipatia
- notare bruschi cambiamenti di argomento
- notare la ricorrenza dei temi
- notare contraddizioni o lacune
- ascoltare con gli occhi (cnv)
- prendere appunti, se necessario
- …lasciar parlare



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