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articoli Sviluppare la cultura dell’Apprendimento Continuo è un obiettivo strategico dell’azienda - 21/7/19
di Dott. Roberto Malavolta


Un recente studio realizzato in Italia presso le aziende sulla formazione manageriale ed appena pubblicato da ASFOR-CFMT (www.asfor.it), testimonia l’attenzione crescente nei confronti dell’Apprendimento Continuo (vedi articolo su questo sito), che deve tendere a stimolare e migliorare le performance sia a livello tecnico che umano, in una logica di apprendimento individuale.
Un apprendimento che riguarda tutte le posizioni in azienda e tutte le età.

I cambiamenti in corso spingono le organizzazioni e le persone a migliorare costantemente le loro competenze e prestazioni per vincere le sfide che sono chiamate ad affrontare.
Si parla spesso, infatti, di "Formazione Continua", per indicare che il processo deve essere svolto con costanza, che non può essere episodico, anche se sarebbe più giusto parlare di "Apprendimento Continuo", perché il processo deve essere visto nell’ottica del destinatario, che deve apprendere, trasformarsi, evolvere nella sua professionalità costantemente, durante tutto il periodo lavorativo.
E’ una prospettiva diversa.

Il miglioramento continuo (Kaizen) dovrebbe far parte della cultura di ciascuna impresa e di ogni singola persona che vi lavora.

Le Organizzazioni devono supportare i collaboratori realizzando programmi formativi sulle diverse competenze necessarie, non c’è dubbio, ma devono anche aiutarli a sviluppare la giusta mentalità per guidarli verso riflessioni e comportamenti orientati ad evolvere professionalmente.
Aiutarli a capire il contesto, il futuro, le aspettative dei clienti, del mercato, dei colleghi, dell’impresa stessa.
Aiutarli a capire il "perché", per sviluppare la giusta consapevolezza del proprio ruolo (qualunque esso sia) nel presente e nel prossimo futuro, nella sua dinamicità.
In questa ottica, ciò deve costituire un obiettivo strategico nella visione aziendale.

E’ sviluppo di cultura, di livello di pensiero interno. E, sappiamo, i comportamenti e l’agire quotidiano nascono dai nostri valori, dalle nostre visioni, dalle nostre priorità.
Non è semplice "formazione delle risorse umane", magari per rispondere ad esigenze tattiche del momento.

I collaboratori non possono più aspettare in maniera statica la formazione che arriva dall’alto, bella impacchettata. Nell’ambito delle proprie possibilità di mezzi e tempi, devono andare a prendersela in modo proattivo, dalle diverse fonti disponibili (aziendali e non). Devono autoresponsabilizzarsi per la propria crescita professionale. Anzi, questa deve essere un obiettivo personale.
Per l’Apprendimento Continuo le fonti possono essere le più diverse. Non solo incontri in aula o e-learning o altre modalità strutturate, ma anche, per esempio, le diverse occasioni (formali o no) di confronto e scambi mirati con i colleghi o con i responsabili, riunioni, letture anche fuori dall’ambiente di lavoro, internet, pagine social, ecc.
Se alla base c’è un terreno fertile, la cultura di voler crescere, la curiosità ed un obiettivo ben preciso, ogni momento può essere valido per Apprendere.
Tutto ciò indipendentemente dal ruolo ricoperto in azienda, dall’età, dal livello di professionalità acquisito, dalle esperienze maturate.



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